Amazon e Apple hanno un rapporto “speciale”.

Amazon e Apple hanno un rapporto “speciale”.

Diciamocelo chiaramente… i prodotti Apple, su Amazon, vengono mostrati in modo diverso rispetto la concorrenza. Questo è stato da subito chiaro, sin dal 2018 quando è stato siglato il famoso accordo.

A voler dare maggior peso alla cosa arriva anche la conferma da parte di Business Insider che cita una “fonte interna”. Questo informatore spiega per filo e per segno cosa prevedere l’accordo tra le due parti evidenziando il fatto che per Apple si tratta di un “enorme trattamento preferenziale”.

Nulla di strano se pensiamo che l’accordo del 2018 ha portato a una causa civile che si annuncia particolarmente avvincente. La causa è stata intentata perché l’accordo ha causato la prematura dipartita di oltre il 98% dei venditori alternativi.

Questi venditori commercializzavano prodotti Apple a prezzi decisamente competitivi, cosa che evidentemente non era ben vista dalla casa californiana. Dopo questo accordo le cose sono cambiate e ora troviamo solo venditori autorizzati da Apple.

Tutto questo impedisce ai prodotti Apple di svalutarsi nel tempo, mantenendo sempre un livello di prezzo gradito alla casa madre. Un fattore non da poco se consideriamo quanti device vengono venduti attualmente sulla piattaforma di ecommerce più famosa al mondo.

A dare man forte a tutto questo ci si è messa anche una rivale storica di Apple. Stiamo ovviamente parlando di Samsung che si è ufficialmente lamentata di questo “trattamento di favore” che viene riservato alla concorrente, ponendo l’accento su un altro fattore importante.

Nello specifico parliamo della quasi completa mancanza di annunci sponsorizzati e prodotti consigliati nelle pagine dei prodotti Apple. In buona sostanza concorrenza zero. Quasi superfluo segnalare che sulle altre pagine questa cosa è totalmente diversa (come sappiamo più che bene).

Apple, da parte sua, si difende dichiarando che questo accordo è stato reso necessario dalla elevata percentuale di prodotti contraffatti che venivano venduti su Amazon, percentuale che è calata drasticamente dopo l’accordo.

Sarà vero? Chi può saperlo…

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